Adiós, Toledo

Alla fine di cene di addio ne ho fatte non una, bensí due. E il motivo sembra pure molto promettente, visto che una delle due era una cena tête á tête con un ragazzo molto carino. Peró la cena romantica non merita di essere ricordata, un disastro ai fornelli e non solo ai fornelli, mentre la seconda, quella con gli amici di questi quattro anni, é andata nettamente meglio da tutti i punti di vista.

Vabbé, per dovere di cronaca (e per evitare di persevare nei miei errori) mi limiteró a dire che alla cena intima ho preparato

  • petto di pollo infarinato al forno con vino de jeréz (che lasciato nel forno perché non si raffreddasse é diventato duro come una suola. il pollo s’intende, e qui in spagnolo potrei dilungarmi in giochi di parole ben piú azzardati…)
  • guacamole
  • hummus
  • parillada di verdure miste e funghi
  • cous cous
  • panna cotta (giocando come tante altre volte a fare l’italiana all’estero, non fosse che in Belgio é strapieno di italiani e la cosa non ha per nulla sortito l’effetto sorpresa)

Io dico che con i miei risotti non andavo poi cosí male, quasi quasi torneró a riproporli alle prossime vittime.

Ma stendiamo un velo pietoso su questo tentativo e passiamo alla cena riuscita bene.
Siccome non mi piace mostrare il mio lato sentimentale, l’idea é nata con la scusa di fare una “cena degli avanzi”, in particolare di tutto quello che avanzava nel mio frigo prima del trasloco.
Ma appunto, era una scusa. Ho passato l’intero pomeriggio a cucinare e dopo nel frigo avevo piú avanzi di prima. Beh, forse no. Hanno spazzolato praticamente tutto.

  • farro con gamberetti e guacamole, ma senza il formaggio spalmabile con cui l’avevo sperimentato
  • torta salata di carciofi, legando il ripieno con besciamella (comprata pronta, perché tante volte mi ostino a non accorgermi che nel 2012 i supermercati straripano di comode invenzioni?), un uovo e parmigiano grattugiato.
  • patatas bravas, altra straordinaria invenzione la busta a 1€ che solo necessita 20 minuti nel forno. Non solo, per meno di 80 centesimi il mercadona offre una bottiglietta di salsa brava e, con un pizzico si sforzo in piú, ho preparato un’altra salsa mescolando yogurt, maionese, aglio in polvere e un po’ di pepe.
  • frittata di zucchine, un evergreen a cui sta diventando abbastanza ripetitivo anche aggiungere il tocco afrodisiaco del curry. Peraltro mi sto chiedendo perché il tocco afrodisiaco l’ho dato a questa cena e non all’altra, mah.
  • tagliere di formaggio de oveja semicurado
  • vitello tonnato, che in realtá é un maiale tonnato visto che in Spagna sembra non esistere il tondino di vitello. Ma tanto (quasi) nessuno ha mai provato l’originale piemontese, quindi che importa.

Mancano le foto all’hummus (again), al paté de jamón, al becchime salato di cui é vero volevo solo disfarmene e alla macedonia di fragole e kiwi con panna spray che ho preparato in quattro e quattr’otto quando giá andavamo per la quarta o quinta bottiglia di vino.

Il vino appunto:

Per non fare la figura degli alcolizzati, non dico quanti invitati c’erano alla festa.

Postilla: il brodo dove ho cotto la lonza di maiale (con cipolla, dado vegetale, alloro in polvere, pepe e chiodi di garofano) era talmente buono che l’ho conservato e utilizzato stasera per farmi un consommé, mescolato alla besciamella avanzata. Devo ridurre il peso in aroma dei chiodi di garofano, ma il profumo era inebriante. Ho anche replicato fragole, kiwi e panna, che pure mi sono gustata sino all’ultimo cucchiaino. Quindi sospetto che sia la nostalgia incipiente a far sembrare tutto tanto intenso e saporito.

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