Good morning

Come dicono i miei amici spagnoli “Tu no desayunas, tu te das un homenaje!“, che tradotto diventa pressapoco un “Non è che fai colazione, tu fai proprio un banchetto”. Detto dagli spagnoli, loro che mi hanno insegnato quanto è soddisfacente la colazione salata, dovrebbe dare un’idea di quanto mangi dal risveglio al momento di schizzare fuori di casa per il lavoro.

Comincio con mezzo pompelmo. Anzi, dopo aver sentito la mia collega tesserne le lodi e averne confermato i prodigi con google, da ben un giorno comincio con acqua calda e limone. Qui un esempio delle tante pagine che si trovano in rete a spiegare gli innumerevoli benefici. Io ho deciso che aggiungerò anche lo zenzero, perchè quando si parla di spezie non capita mai che mi tiri indietro.

Poi mi faccio il porridge. L’ho scoperto un anno fa a casa di un’amica inglese trapiantata in Scozia (e reduce da quattro anni di vita spagnola). Poi ho scoperto che la donna più vecchia di Scozia, con i suoi 108 anni, lo ritiene il suo personale elisir di lunga vita (assieme allo sport e alla zitellaggine, come darle torto!). Infine mi piace proprio, a dispetto di chi lo guarda come una brodaglia disgustosa.
In effetti non ha esattamente la consistenza zuccherosa e pastosa dell’originale. Lo faccio con l’acqua, e solo due cucchiai di latte, perchè a me il latte caldo nausea. Quindi, due cucchiai di fiocchi d’avena, due cucchiai di latte, un cucchiaio colmo di mirtilli secchi, mezzo cucchiaio di lecitina di soia (perchè riduce il colesterolo e perchè addensa la poltiglia acquosa, soprattutto). Acqua a coprire il tutto nella ciotola. Due minuti al microonde a massima potenza, rimescolando al primo minuto.

Lo step successivo è qualcosa di proteico. Pane integrale con arrosto di tacchino (quello tagliato tipo prosciutto cotto), formaggio fresco, un uovo strapazzato con il curry. Sì, anche il curry; dopo le lenticchie piccanti a colazione del Nepal, nulla più mi spaventa.

Una tazza di caffè o di tè, perchè amo qualcosa di caldo. Dicono (Google che tutto sa) che con l’acqua calda e limone passa la necessità di bere il caffè. In ogni modo io scarseggio di recettori per la caffeina, quindi non mi fa questa gran differenza.

Posso ancora farci stare un cucchiaino di marmellata, un kiwi, un pezzetto di cioccolato (rigorosamente extra dark, 85% di cacao) o un frutto piccolo.
Potrei mangiare molto altro, ma di solito quello è il momento in cui mi ricordo di essere clamorosamente in ritardo al lavoro.

Ora, sembra uno sproposito quello che mangio. Calcolatrice alla mano sono 400 kcal scarse. Certo, non sono le 200 kcal dell’odiosa formula una tazza di latte/due fette biscottate/un velo di marmellata, ma ormai da tempo ho smascherato il clamoroso errore che ricorre in tutte, ma proprio tutte, le diete che si trovano in giro. Sia che l’abbia prescritta il famoso dietologo da 200€ a visita, sia che si trovi sulla più inaffidabile delle pagine web.
A colazione non bisogna solo mangiare qualcosa. A colazione bisogna mangiare tanto! Il motivo è molto semplice: al risveglio abbiamo una impennata del cortisolo, dopo i livelli minimi raggiunti durante la notte. Il cortisolo attiva il metabolismo, ma si aspetta anche un feedback dal corpo. Mangiare poco, o non mangiare affatto, fa credere al sistema endocrino che sarà una triste giornata di carestia, e i livelli di cortisolo si adeguano per rallentare il metabolismo. Al contrario se si mangia abbastanza, la risposta di feedback endocrino rafforza l’equilibrio del cortisolo, e il segnale risultante è un’accelerazione del metabolismo.
Non garantisco sulla correttezza scientifica degli articoli che propongono questa teoria, ma la ritengo molto plausibile. La più sensata che ho incontrato sino ad ora.

Poi con me funziona! Questo conta poco a livello statistico, ma conta molto per me!

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Packed Lunch

9 proposte per 9 pranzi in ufficio

9 proposte per 9 pranzi in ufficio

Ci ho messo oltre un mese a realizzare il misero progetto fotografico dei miei pranzi in ufficio. Nove pranzi per cinque giorni lavorativi per quattro settimane significa che mancano tutte le volte in cui ero troppo in ritardo per scattare una foto e soprattutto le molte altre volte in cui ho ceduto alla mail della segretaria del gruppo di ricerca, che ci anticipa le golosità servite al Glamour. Per inciso, il Glamour è il bar di fronte al laboratorio dove mi sono presa le peggiori intossicazioni alimentari che neppure nei ristoranti più urfidi del pianeta. Però quando fanno i calameretti in umido con i piselli vale la pena rischiare.

Oltre ad essere un progetto fotografico è ovviamente un progetto dietetico. Anche se mancano almeno 11 pranzi “a regime” e se nessuno dice che i fine settimana non mi sia strafogata a casa della mamma o in qualche birreria, posso assicurare che un chilo in meno alla settimana è quasi garantito. In barba agli ottusi dietologi (dietisti?) che da che li conosco non fanno altro che propinare diete perfettamente identiche le une alle altre e con due clamorosi errori di fondo: la colazione e la noia mortale dei piatti proposti.

Ma se la colazione merita un post a parte, la noia mortale del pranzo in ufficio (packed lunch o, in un più locale dialetto milanese, schiscietta) è stata combattuta con ogni giorno una combinazione diversa di idee. Dalla zucca e ceci con spezie indiane, alle polpette dell’Ikea reinventate in una insalata, alla vellutata di verdure e cotoletta di avena, l’insalata di con quinoa, e poi yogurt, ricottine e tanta tanta frutta.

Di seguito il dettaglio (e le calorie) di ciascuna delle nove combinazioni.

 

patata 140
fagiolini 30
olio 100
ricotta 110
mandarini 200

 

pane 220
mutabbal 40
fagiolini e patate 140
olio 100
ricotta 110
mandarini 50

 

zuppa ceci 470
cotoletta avena 240
olio 100
pera 30

 

focaccina 115
bietole 30
ricotta 110
pera 40
pane 40gr 90
verdure 30
crescenza 250
arancia 75
yogurt 70
olio 100
pesce 50
spinaci verze 30
pane 90
yogurt 70
kiwi 60
olio 100
polpette (7) 245
insalata 30
arancia 75
yogurt 70
insalata 20
quinoa 25gr 90
tonno in scatola 120
pomodorini 20
yogurt 70
kiwi 40
crackers 150

Crema di zucca e castagne

Altro che pittoresca funicolare e fotografie del romantico panorama di Bergamo Alta. La gita della domenica si è arenata in un negozio di casalinghi in svendita, e finalmente sono tornata in possesso di una pentola a pressione.

Come non fidarsi dell’azienda leader di pentole per scovare una ricetta con cui inaugurare il mio acquisto?
Ho trovato questa della crema di zucca e castagne, è facilissima e buonissima. L’unica pecca è che il mio zenzero in polvere non lascia molto sapore.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

350g zucca gialla;

120g castagne;

20g cipolla bianca;

30g olio d’oliva extravergine;

7 dl brodo vegetale;

1 dl panna fresca;

zenzero qb;

sale e pepe qb

PREPARAZIONE

Tagliate la zucca e la cipolla a piccoli quadretti. Fate intiepidire nella pentola a pressione l’olio d’oliva extravergine, unite la cipolla, la zucca, le castagne sbucciate e precotte e fate rosolare a fuoco medio per alcuni minuti. Bagnate con il brodo caldo, chiudete con il coperchio e cuocete il tutto per circa 15 minuti, calcolati dall’inizio del sibilo. Aprite e frullate la preparazione ottenuta con il mixer ad immersione. Verificate il sapore della crema e versatela in tazze da cappuccino. Montate leggermente la panna, conditela con sale e pepe, aromatizzatela con lo zenzero e versatene due cucchiaini sopra la crema. Servire il “Cappuccino“ tiepido. Come accompagnamento alla crema si possono servire delle sfogliatine oppure delle fettine sottili di pane nero spadellate al burro.

Happy new year

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La foto buia e triste non tragga in inganno: il Capodanno a casa malata da sola credo sia stato uno dei migliori degli ultimi venti anni! Non mi sono fatta mancare nulla: le lenticchie, una buona bottiglia di cabernet, i salatini di pastasfoglia ripieni di coda di gambero o datteri e pancetta, l’uva di cui mangiare rigorosamente dodici acini allo scoccare della mezzanotte. Dodici desideri e giá non ne ricordo piú manco uno.

Desayuno espanol

Marshmallow con fonduta di cioccolato

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Ma che scoperta clamorosa é stata quanto sono buoni i marshmallows ricoperti di cioccolato fuso?

Minicrostatine di albicocca

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La ricetta é quella classica della pasta frolla. L’idea é stata utilizzare lo stampo dei muffins per cuocerla a modo di piccoli pasticcini. Il ripieno é la marmellata di albicocche, con le albicocche del nostro frutteto. L’occasione é una domenica pedalando lungo il naviglio Martesana.

C’é bisogno di specificare che sono andati a ruba?